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The following statement was released by the Arab Palestinian Democratic Union (UDAP), a Palestinian community organization in Italy. See the original here: http://www.udap.it/blog/2015/09/14/appello-per-lappoggio-e-il-sostegno-allo-sciopero-della-fame-dei-prigionieri-amministrativi-nelle-carceri-israeliane/. Italian follows English.

On 20 August 2015, 5 Palestinian prisoners imprisoned in Zionist jails launched a hunger strike against the practice of “administrative detention” perpetrated by the Zionist authority and against the policies of repression of the prison administration.

They are Nidal Abu Aker (48 years), Ghassan Zawahreh (34 years), Shadi Ma’ali (39 years), Munir Abu Sharar (31 years) and Badr Ruzzeh (27 years.)

As the strike progressed, more prisoners have and will joined the strike: there are over 350 Palestinians held under the administrative detention regime, the “legal” practice which imprisons Palestinians without charge or trial for up to 6 month renewable periods. Political representatives and activists are particularly at risk of targeted arrests and administrative detention “sentences.”

So far this year, most administrative detainees have had their detention renewed multiple times, so some prisoners spend several years of their lives deprived of freedom, with no idea of when they will reclaim their freedom, their detention renewed every 3 to 6 months.

The number of those who have announced their intention to join the collective hunger strike continues to increase.

Therefore, the Arab Palestinian Democratic Union calls upon all to organize and participate in activities in support of the battle of the Palestinian prisoners and to escalate the movement for international isolation and economic, cultural and academic boycott of the Zionist entity.

14 September 2015

Arab Palestinian Democratic Union (UDAP) – Italy

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Italiano:

Il 20 agosto 2015, cinque prigionieri palestinesi nelle carceri sioniste hanno lanciato uno sciopero della fame contro la pratica della “detenzione amministrativa”, perpetrata dalle autorità sioniste, e contro le politiche di repressione da parte dell’amministrazione carceraria.

Si tratta di Nidal Abu Aker (48 anni), Ghassan Zawahreh (34 anni), Shadi Ma’ali (39 anni), Munir Abu Sharar (31 anni) e Bader Ruzzeh (27 anni).

A questo sciopero hanno seguito e seguiranno nuove adesioni da parte di altri prigionieri: ad oggi i palestinesi detenuti sotto regime di detenzione amministrativa, la pratica ‘legale’ per la quale un palestinese diventa prigioniero senza accuse né processo, una pratica rinnovabile di 6 mesi in 6 mesi, sono oltre 350. Presi di mira dagli arresti e ‘condannati’ alla detenzione amministrativa sono in special modo i rappresentanti politici maggiormente esposti.

Dall’inizio dell’anno ad oggi gran parte degli arresti documentati sono rinnovi, per cui alcuni prigionieri, con rinvii dai 3 ai 6 mesi, si trovano a trascorrere diversi anni della propria vita privati della loro libertà, senza la minima idea di quando potranno riconquistarla.

Continua ad aumentare il numero di coloro che hanno annunciato l’intenzione di aderire allo sciopero della fame collettivo.

Pertanto, l’Unione Democratica Arabo Palestinese, invita ad organizzare e a partecipare alle iniziative in sostegno alla battaglia intrapresa dai prigionieri palestinesi, e rinnova l’invito a persistere con l’isolamento e il boicottaggio economico, culturale ed accademico dell’entità sionista.

14/09/2015
Unione Democratica Arabo Palestinese (UDAP)